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IL CANTO E L’EMOZIONE

Pubblicato su da trilogia.over-blog.it

Da sempre la voce è considerata lo strumento di libera espressione dell’individuo e della massa, con la voce possiamo toccare le corde dell’emotività ed esprimere quindi, molteplici sensazioni; gioia, tristezza, rabbia, stupore, insomma l’essere umano grazie a questa capacità può dare vita e rendere quasi palpabile la parte più profonda di se stesso.

La voce ha sempre trovato un buon connubio nella musica, dando vita al canto sia solistico che corale e in nome di questo “matrimonio” sono state create vere e proprie forme d’arte di altissimo livello,  un percorso artistico ed emozionale che coinvolge intimamente sia l’esecutore che l’ascoltatore, portandoli verso il cammino dell’introspezione, verso il proprio cervello emotivo, avvicinando e prendendo contatto con la parte più vera di noi stessi.

Il lavoro più importante e forse più difficile che fa il cantante è quello di ricercare una propria identità artistica, sapendosi comunque immedesimare in ciò che si sta cantando, un percorso personale che non si conclude mai, una continua ricerca di quello che chiamiamo “momento privato”, all’interno di questo approfondimento emotivo, ci avviciniamo a noi stessi, ci facciamo coinvolgere anima e corpo nel brano che stiamo eseguendo, le nostre sensazioni più vere prendono vita, grazie alle note che emettiamo esse assumono molteplici colori e le mostriamo, le offriamo come un preziosissimo dono, che colpisce per la propria intensità e unicità catalizzando l’ascolto dell’interlocutore. Ecco che la voce diventa uno strumento di cambiamento e di scambio dove in pochi attimi tutti gli ascoltatori vengono trasportati nella parte più profonda di loro stessi dividendo cosi pensieri ed emozioni insieme al cantante, creando un rapporto e un legame profondo per tutta la durata del brano e perché no, anche oltre.

Tutto ciò avviene con naturalezza perché la musica investe l’animo umano toccando parti del nostro inconscio e ridando vita e spessore a ricordi ed emozioni, a volte, quando questo scambio energetico che si crea fra chi esegue e chi ascolta è forte e compenetrato nella persona, può suscitare ragionamenti e stati psicologici che possono cambiare l’individuo, questo è dovuto al potere grande che ha la musica tutta, ovvero quello di mettere di fronte chi vi resta ammaliato a tutto quello che siamo e che rappresentiamo, un insieme di caratteristiche positive  e negative, che magari non abbiamo mai accettato, ma grazie a questa forma d’arte possiamo prenderne coscienza e imparare ad accettare e amare meglio noi stessi.

Col passare degli anni infatti questa capacità tangibile ha dato vita a quella che ora oggi chiamiamo musicoterapia, ovvero una modalità di approccio alla persona che usa la musica o il suono emesso dalla propria stessa voce come strumento per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico.

In qualsiasi forma la si vuole utilizzare, una cosa è certa e resterà sempre così, che il canto è vita, sono le nostre emozioni che danzano insieme prive di costrizioni o limitazioni, prive di etichette che possano differenziarle, permettendoci di essere speciali essendo semplicemente esseri umani.

 

                                                                                                           Simone Pitini (Staff Trilogia)

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